lunedì 31 ottobre 2011

L'immagine della settimana


Settimana dal 31 ottobre al 6 novembre 2011
Halloween

New York (ottobre 2008)
foto scattata da Paola Zagato
Canon EOS 400D

giovedì 6 ottobre 2011

Steve Jobs 1955-2011


STAY HUNGRY, STAY FOOLISH!!!


Goodbye Steve!



La homepage della Apple con l’annuncio della morte di Steve Jobs

Fonte: www.apple.com

martedì 13 settembre 2011

L'immagine della settimana


Settimana dal 12 al 18 settembre
L’uomo degli Avana
Miami (ottobre 2008)
foto scattata da Diego Bortolozzo
Canon EOS 400D

lunedì 12 settembre 2011

Effetto Droste


L'effetto Droste è un termine olandese per un particolare tipo di pittura ricorsiva.
Un'immagine in cui è presente l'effetto Droste possiede una piccola immagine di se stessa, localizzata dove dovrebbe trovarsi se si trattasse di un'immagine reale. Questa piccola immagine inoltre contiene a sua volta una versione ancora più ridotta di sé stessa, e così via. Tecnicamente non c'è limite al numero di iterazioni, ma in pratica si continua fino a quando la risoluzione permette di distinguere un cambiamento.
Il termine Droste fu coniato dal poeta e giornalista Nico Scheepmaker, alla fine degli anni settanta. Esso prende il nome da Droste, una marca olandese di cacao, sulla cui scatola era presente l'immagine di un'infermiera che teneva in mano un vassoio con una tazza e una scatola della stessa marca.
Un esempio di effetto Droste può essere creato facilmente posizionando l'uno davanti all'altro due specchi. Un altro metodo consiste nel riprendere uno schermo televisivo che mostra ciò che viene ripreso.
Un esempio celebre è la copertina dell'album Ummagumma dei Pink Floyd, in cui la fotografia del gruppo si ripete, con alcune modifiche, nella cornice di un quadro che fa parte della fotografia stessa.
Un altro effetto Droste è quello che compare sulla copertina di una versione del gioco per PC tratto dal quiz televisivo L'eredità, in cui compare Amadeus che tiene in mano e indica la custodia del gioco, con la stessa copertina.
Un esempio molto antico è dato dall'Idolo di Pomos della preistoria cipriota.
Infine, un altro esempio celebre è quello del video di Bohemian Rhapsody dei Queen.
http://www.youtube.com/watch?v=fJ9rUzIMcZQ&ob=av2e

Fonte: Wikipedia.org

venerdì 9 settembre 2011

Parte 6/6 – I colori: i colori Pantone


Nel design bisogna avere una chiave di colore standard, poiché ciò che si vede a video, non corrisponde mai a quanto apparirà in versione stampata.
Negli anni ‘50 è stato istituito il sistema Pantone che classifica i colori e li traduca nel sistema di stampa a quadricromia CMYK (ciano, magenta, giallo e nero) semplicemente grazie a un codice.
Il tipo di carta utilizzata influenzerà la stampa dei colori. E’ per questo motivo che i colori Pantone vengono indicati da un numero (per esempio, PANTONE Rosso 032) seguito da un suffisso che, a sua volta, indica su quale tipo di supporto il PANTONE Color deve essere stampato. Se si desidera stampare un PANTONE Rosso 032 su carta brillante, sarà necessario indicare il colore in questo modo: PANTONE 032 C, dove “C” sta per "coated" (verniciato). Poi si può indicare “U”, che sta per "uncoated" (non verniciato) e “M”, che sta per "matte" (opaco).
Ai 1144 colori standard denominati PMS (pantone matching system) sono stati aggiunti, nel 2007, altri 2000 colori denominati GOE.
In Italia il nome pantone si riferisce ad un particolare tipo di pennarelli professionali, i TRIA dell'azienda inglese Letraset. L'etimologia si riferisce al fatto che sono stati i primi e unici pennarelli in commercio a utilizzare in esclusiva il marchio Pantone e il Pantone Matching System per gestire il proprio catalogo.
La Pantone Inc. è un'azienda statunitense che si occupa principalmente di tecnologie per la grafica, la catalogazione dei colori e della produzione del sistema d’identificazione di colori per la grafica divenuto standard internazionale per quanto riguarda la grafica ma ultimamente viene utilizzato anche per gestire i colori nel mondo dell'industria e della chimica.

Le guide

Per scegliere il colore pantone più adatto alle nostre esigenze e quindi conoscerne il codice, esistono diversi tipi di guide campione che catalogano i colori della Libreria PANTONE. Uno dei più usati è rappresentato da stretti blocchetti campione composti da piccole strisce in cartone tenute insieme ad una delle estremità con impressi dei riquadri rettangolari che mostrano i diversi PANTONE Color. Aprendo le strisce come un ventaglio, si possono vedere e scegliere i colori e i relativi codici.
Vantaggi
I Pantoni possono essere retinati (abbassare l'opacità del colore per simulare il chiaroscuro) per cui riusciamo ad ottenere sfumature e ombreggiature, che arricchiscono il nostro lavoro mantenendo il costo di produzione legato ad un solo colore reale anziché alla quadricromia (ciano, magenta, giallo, nero).
Critiche
La critica più frequente che si muove al sistema pantone è che essendo basata su una mistura di colori sia inefficace per gestire i colori che si estrapolano da una mistura di luci colorate (come l'RGB, usato per i colori video). Un'altra critica si basa sul fatto che molti dei 1144 colori originali non possono essere ottenuti con una mistura di soli magenta, ciano, giallo e nero. Per risolvere questo problema la Pantone ha messo a punto un sistema di stampa chiamato Esacromia che aggiunge l'arancione puro e il verde smeraldo ai 4 colori originari; questo accorgimento, sebbene molto dispendioso da affrontare, risolve il problema solo in parte in quanto per essere sicuri di poter riprodurre fedelmente ogni singolo colore si dovrebbe avere a disposizione una gamma di 13 colori base più il bianco e il nero. Questo perché la mistura di un numero di colori superiore ai 7 genera inevitabilmente un abbassamento di luminosità.
Fonti per tutti e 6 gli articoli sul colore: retecivica.milano.it – wikipedia.it - graphicboulevard.com – pantone-italia.com